Hobby Show?...No, hobby shop!
E così anche per quest'autunno ha chiuso i battenti la puntata milanese del Salone delle Belle Arti e della Creatività Manuale -cito testualmente, maiuscole comprese!- confermando la sensazione che si era andata facendo strada già nelle edizioni precedenti: all'Hobby Show non si va più per vedere, ammirare, imparare....ma solo per fare shopping, per assicurarsi l'ultimo aggeggino-assolutamente-meraviglioso-ed-indispensabile (vedi post precedente!) da sfoggiare nella prossima riunione del circolo di scrapbooking o del comitato pro-caritas parrocchiale...
In realtà, se si esclude la presenza formale, più per mostrarsi che per mostrare, della Scuola Superiore D'Arte Applicata del Castello Sforzesco, di "belle arti" alla tre-giorni di Assago non s'è vista l'ombra!
E nonostante gli sforzi dei pochi artigiani presenti per sostenere le sorti della "creatività manuale", di idee davvero innovative ne sono apparse poche...d'altra parte perchè farsene un cruccio? Chi è in cerca d'idee o di opere da ammirare va a visitare i musei, non viene nel supermarket della crea-attività!
Ne sa qualcosa anche Patrizia Nave Cerutti, una delle craft-woman professionalmente più quotate, che ha tenuto con il consueto garbo, con pazienza e disponibilità la sua dimostrazione di shabby-chic riveduto e corretto, davanti ad una platea esigua e freddina, che l'ha seguita con scarso entusiasmo e subito abbandonata per andare a sgomitarsi presso le bancarelle che vendevano buste di perline e punchers d'importazione.....
Che ci vuoi fare, Patrizia? Tu non vendi niente, tu dispensi idee....e pure gratis, ti sembra il posto adatto?!
Persino le visitatrici più coraggiose che, sfidando il caldo allucinante del Datch Forum e il rumoreggiare della folla che si accalcava alle loro spalle, hanno partecipato a qualche corso, alla fine si sono portate a casa il loro sacrosanto acquisto creativo: un piatto, una tegola, un vassoio...tenendolo con una mano ben alto sopra la testa, con la scusa ch'era ancora fresco, fendevano la massa dei comuni mortali ostentandolo come se fosse un trofeo conquistato con fatica, sudore -letteralmente!- e la modica cifra di...già quanto costano questi hobby-corsi?
Ce n'è per tutti gusti...o meglio per tutte le tasche: dai 10 euro dei toccata-e-fuga ai 95 euro dei full-immersion (avete letto bene: novantacinque euro!) che sommati agli 8 euro del biglietto d'ingresso (scalabili a 7 scaricando lo speciale coupon online) ai 4,5 euro del parcheggio o dei biglietti di metrò, tram o ferrovia -a giudicare dai numerosi trolleys nei quali sono inciampata c'era gente venuta da lontano!- rendono la partecipazione alla kermesse alquanto dispendiosa....come a dire, insomma...ragazze squattrinate state alla larga: l'Hobby Show non fa per voi!
E scusate se continuo a far riferimento ad un'ipotetica utenza di sesso femminile ma, se non teniamo conto di quei mariti, fidanzati, padri e fratelli reclutati a far da autisti e che si tenevano in disparte reggendo gli ombrelli gocciolanti delle loro mogli, fidanzate, sorelle, figlie....di uomini in giro ce n'erano pochini!
E' stata una sorpresa vedere un aitante giovanotto all'ennesimo tavolo di dimostrazione dell'ennesima azienda che commercia prodotti per il country painting! 0_0
Era occupato a dipingere una di quelle sagomine di legno, vendute con cartamodello ricalcabile allegato, nel quale le zone da colorare sono divise in settori numerati: ad ogni numero corrisponde un colore...le avete presenti? (mia figlia aveva qualcosa di simile tra i suoi giochi educativi quand'era bambina).
Credo proprio che quel maschietto impacciato sia stato messo lì apposta per sottolineare la facilità del lavoro: ogni donna che l'abbia visto all'opera non può non aver pensato "se ci riesce lui, ci posso riuscire anch'io".....evvai con l'acquisto!
E che dire, infine, degli espositori "privati", quelli che, relegati nei loro decentrati 3 metri per 2, hanno allestito una bancarella di lavori-fatti-a-mano e di belle speranze?
Sempre diversi ad ogni edizione ma accomunati dalla stessa aria smarrita-perplessa-delusa, stanno lì a guardare la gente che sfila con poco interesse davanti alle loro opere, lesinando persino i commenti che, quando ci sono, mirano ad un un'unico scopo: carpire il segreto di una tecnica o di un metodo di lavorazione per poterlo successivamente riprodurre per proprio conto! Chissà se alla fine delle loro tre giornate di passione, questi imprenditori improvvisati, che probabilmente l'anno precedente facevano il pubblico dall'altra parte della barricata, saranno riusciti a rientrare dei 350 euro richiesti dall'organizzazione per l'occupazione dello stand?...
Unica nota stonata, in questo galà di hobbies moderni (eppure suonata come musica alle mie orecchie di vecchia decoratrice demodè) il fuori programma vintage di una gentile signora che ha sbalordito un venditore di libri -e me con lui!- chiedendogli: -Non ha niente che tratti di pittura su porcellana?-
Mi sono commossa ma non l'ho dato a vedere...noi vecchie decoratrici demodè, che abbiamo superato con ferma determinazione anni di duro esercizio a pennino, sappiamo controllare perfettamente le nostre emozioni: ho soffiato il naso fingendo un'impproviso raffreddore e ho riposto con noncuranza il fazzoletto nella borsa piena zeppa di buste di perline e punchers d'importazione, forbicine creative, tovagliolini decappati, barattoli di acrilpittormaterico concentrato...
Beh, decoratrici o no, siamo donne anche noi, dopotutto! ;-)
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